Storica vittoria del diritto di asilo: un visto d’ingresso in Italia per richiedere protezione

Sono atterrati a Fiumicino con regolare visto di ingresso, nella mattinata del 30 agosto, 5 cittadini eritrei respinti illegalmente in Libia nel 2009

Nel 2009, 89 persone (75 uomini, nove donne e tre bambini) partirono dalle coste libiche con l’obiettivo di arrivare in Europa per chiedere asilo. Fuggivano da paesi dove subivano gravi persecuzioni e violazioni dei diritti umani, tra cui l’Eritrea. Soccorsi in mare dalla Marina Militare italiana, furono riconsegnate, anche mediante l’uso della forza, alle autorità libiche. Molti di loro sono stati nuovamente rinchiusi nei centri di detenzione per migranti dove sono rimasti per lunghi mesi. 

Al nostro arrivo a Tripoli siamo stati identificati, era presente anche UNHCR, abbiamo raccontato quanto ci era accaduto anche quando sono venuti a cercarci in carcere, molti di noi erano malati, io ho contratto una malattia alla pelle gravissima che sono riuscito a curare solo quando sono stato rilasciato dal carcere giunto in Israele. Ma anche questa volta non è accaduto nulla, nessuno ci ha aiutati, nonostante fossimo già riconosciuti rifugiati da UNHCR. Racconta T.

Amnesty International e ASGI hanno rappresentato 14 persone nella causa contro il respingimento illegale. Si è trattato di un percorso lungo e ricco di ostacoli.

L’Unhcr ha incontrato queste persone nei centri di detenzione libici dopo il respingimento. Non è riuscita a supportarle per farle uscire, ma soprattutto aveva informazioni e documenti che non ha prodotto in giudizio. Nemmeno quando c’è stato un ordine di esibizione da parte del magistrato romano. Per evitare di schierarsi contro lo stato italiano l’organizzazione si è appellata all’immunità internazionale di cui gode ha affermato l’avvocato Salvatore Fachile.

5 di queste 14 persone ieri, dopo 11 anni dal respingimento illegale, sono entrate in Italia con un regolare visto di ingresso per esercitare il diritto di chiedere la protezione internazionale.

Altre 9 persone, con le loro famiglie, arriveranno nei prossimi mesi. Viene così data attuazione alla storica sentenza del Tribunale civile di Roma emessa a seguito del ricorso presentato da Amnesty International e ASGI.

E’ incredibile arrivare con un visto che ho ritirato all’Ambasciata italiana a Tel Aviv. Quando mi hanno consegnato in mano il documento per partire e mi hanno augurato buona fortuna ho pensato che avrebbe dovuto essere così fin dall’inizio. Spero di poter avere ciò che ho aspettato fino a questo momento. Un futuro sicuro e la possibilità di costruirmi una vita per sostenere la mia famiglia.

Queste prime cinque persone sono la prova vivente che chi è stato respinto illegittimamente, chi ha subito la violazione del diritto di asilo deve poter fare ingresso in Italia perché è loro diritto. Per la prima volta la giustizia che riconosce un diritto: che le persone che hanno diritto a fare ingresso sul territorio in cerca di protezione lo possono fare e lo devono fare in maniera sicura, con un’autorizzazione, dichiara Cristina Laura Cecchini, avvocata ASGI.

Rassegna stampa

  • Tg3, Edizione del 30 agosto 2020

Photo by Phil Mosley on Unsplash

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