Apolidia

L’Inps riconosce l’accesso al ReI anche agli apolidi e ai titolari di protezione internazionale

I requisiti soggettivi di accesso al ReI sono stati integrati con Circolare Inps: potranno accedere al beneficio anche gli apolidi e i titolari di protezione internazionale

Adeguamento del documento elettronico per stranieri, apolidi e rifugiati

La Commissione europea aveva contestato la mancanza delle caratteristiche di sicurezza e degli elementi biometrici previsti per i passaporti.

Cassazione: se mancano le prospettive di rimpatrio, il trattenimento nel CIE è illegittimo.

Lo ha affermato la  Corte di Cassazione in relazione al caso di una donna apolide di fatto, residente in Italia da oltre 20 anni e madre di 5 figli, 4 dei quali minorenni,raggiunta  da decreto di espulsione amministrativa e trattenuta nel C.I.E. di Roma.

Bambini senza cittadinanza : il nuovo rapporto del Network europeo contro l’apolidia

Un nuovo rapporto dell’ENS (European Network on Statelessness) mostra come le legislazioni dei 47 Stati che aderiscono al Consiglio d”Europa neghino il diritto ad avere una cittadinanza a troppi bambini.

Presentata la petizione per proteggere gli apolidi in Europa

Non avere nazionalità significa vivere in un limbo legale : vuol dire non avere accesso a servizi necessari per l’accesso ai diritti fondamentali o semplicemente a opportunità, dalla scuola al lavoro, dall’assistenza sanitaria all’acquisto di una casa, alla registrazione di un figlio o alla semplice apertura di un conto corrente bancario.

Ognuno ha diritto alla nazionalità.Un rapporto e una petizione per proteggere le persone apolidi

La rete europea sulle apolidia (ENS) lancia un nuovo rapporto ed invita a firmare la petizione che verrà consegnata al Parlamento europeo.Il 10 ottobre un convegno a Roma. Sono oltre 10 milioni gli apolidi nel mondo. Di questi, la metà, 5 milioni, sono bambini che nascono senza cittadinanza. La mancanza di registrazione delle nascite, in combinazione con altri fattori, quali lo spostamento, la migrazione, la discriminazione nei confronti delle minoranze, possono portare a un bambino a nascere senza cittadinanza e a essere considerato come un cittadino senza Stato. Come è successo a Stephen, che ha chiesto asilo nel Regno Unito: gli è stato rifiutato e gli e’ stato detto di ritornare nel proprio paese. Ma lui non può . “E’ difficile raccontare a qualcuno cosa significa essere apolidi. Non avere un Paese che puoi chiamare ‘ il tuo paese’.Tu non appartieni a questo posto. Tu appartieni a un posto che sta altrove. Punto”(1) A 60 anni dall’emanazione della Convenzione del 1954 delle Nazioni Unite sull’ apolidia, la rete europea sulle apolidia (ENS) ha lanciato un nuovo rapporto “Ancora apolidi, ancora sofferenti – Perché l’Europa deve agire ora per proteggere le persone apolidi”. Venti immigrati apolidi raccontano la loro storia nel rapporto. Ci parlano delle cause della loro condizione di fantasmi :  successioni e disgregazione di Stati, leggi che impediscono la trasmissione della cittadinanza da parte dei genitori, difficoltà burocratiche. Storie che raccontano di individui che, sempre piu’ a causa anche di guerre e persecuzioni che provocano ...

UNHCR : nuova campagna contro l’apolidia e appello agli Stati e all’UE

In un comunicato rilasciato alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo del 25 maggio 2014, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nel  ricordare  che gli apolidi non hanno il diritto al voto, annuncia una campagna mondiale contro l’apolidia e invita i membri neoeletti al Parlamento europeo a garantirne l’eliminazione in Europa.   Il Comunicato dell’UNHCR Questa settimana milioni di cittadini dell’Unione europea (UE) sceglieranno chi guiderà l’Europa per i prossimi cinque anni. Tuttavia, centinaia di migliaia di apolidi non potranno far sentire la propria voce, anche se molti di loro sono nati e cresciuti in UE. Sono oltre 400mila gli apolidi che vivono nell’Unione Europea. Si trovano in ognuno dei 28 Stati membri, concentrandosi principalmente nei Paesi baltici. Molti apolidi vivono nell’ombra, non possono quindi beneficiare dei diritti fondamentali e corrono il rischio di ripetuti o prolungati periodi di detenzione e indigenza. Coloro che invece posseggono un permesso di soggiorno permanente pagano le tasse e godono di standard di trattamento più elevati. Tuttavia, nessuno degli apolidi che vivono nei paesi UE ha tutti gli stessi diritti di cui godono i cittadini UE, compreso il diritto di voto alle elezioni nazionali o europee. L’acquisizione della nazionalità porrebbe fine alla loro condizione di apolidia e darebbe riconoscimento al legame con il paese in cui sono nati o dove hanno vissuto per anni, per decenni, per una vita intera o addirittura per molte generazioni. In conformità con l’impegno assunto dall’UE nel ...

Apolidia : Il Network europeo presenta una guida alle buone pratiche

Il network europeo sull’apolidia (European network on statelessness – ENS) – di cui ASGI fa parte – festeggia oggi la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, lanciando la sua pubblicazione “Statelessness Determination and the Protection Status of Stateless Persons: a Summary Guide of Good Practices and Factors to Consider when Designing National Determination and Protection Mechanisms” (“Determinazione dell’apolidia e dello status di protezione degli apolidi: guida di buone pratiche e fattori da considerare nella realizzazione di una procedura nazionale e di meccanismi di protezione”). Gli apolidi sono persone particolarmente vulnerabili in quanto alla possibilità di esercitare i loro diritti e le procedure di determinazione e riconoscimento sono fondamentali per la loro effettiva protezione nel contesto dei flussi migratori. La guida pubblicata dall’ENS può essere utilizzata tanto come strumento di advocacy per la società civile quanto a supporto degli Stati che stanno approntando o desiderano approntare procedure di determinazione dell’apolidia e meccanismi di protezione. Nel 20° anniversario della sua istituzione da parte dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, la Giornata Internazionale dei Diritti Umani è stata intitolata “20 anni: lavorando per i vostri diritti”, ma con un accento sul futuro e sulle sfide che si prospettano. In 20 anni di impegno e risultati nel campo dei diritti umani e guardando alle sfide future, l’apolidia è sicuramente una questione preminente, in cui si colloca lo sviluppo della rete europea sull’apolidia (ENS) e le sue recenti campagne lanciate per accrescere e migliorare la protezione ...

Tribunale di Firenze: l’assegno di maternità comunale va riconosciuto anche alle donne apolidi

Accolto il ricorso presentato da una donna apolide contro il diniego opposto dal Comune di Firenze per mancanza del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti. Il  Tribunale di Firenze, con ordinanza n. 2940/2011 R.G. depositata il 9 agosto scorso, ha accolto il ricorso anti-discriminazione presentato da una donna dichiarata apolide ai sensi della Convenzione di  New York del 1954 (ratificata in Italia con legge n. 306/62), contro il Comune di Firenze e l’INPS che le avevano negato l’accesso all’assegno di maternità comunale previsto dall’art. art. 66 della legge 23.12.1998, n. 448 (“Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo”), poi trasfuso con modifiche nell’art. 74 del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (“Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”) . Tale normativa ha introdotto, infatti,  una prestazione sociale denominata “assegno di maternità”, in favore delle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie o in possesso di carta di soggiorno ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 che non beneficiano dell’indennità di cui agli art. 22, 66 e 70 del medesimo testo unico, per ogni figlio nato dal 1 gennaio 2001, o per ogni minore in affidamento preadottivo o in adozione dalla stessa data, qualora il nucleo familiare di cui la donna fa parte si trovi in condizioni di disagio economico, risultante dal possesso di ...

Apolidia

Scheda pratica a cura di Giulia Perin e Paolo Bonetti (Aggiornata al 12.02.2009)

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