Diritti sociali

I profili di illegittimità costituzionale della legge sulla cittadinanza

L'e-book di CILD, gratuito e scaricabile online, per aprire una discussione sulla costituzionalità della normativa sulla cittadinanza.

UNAR: discriminatoria la distribuzione della solidarietà alimentare

Necessario estendere i buoni pasto a tutti i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti e a coloro che, privi di titolo di soggiorno, sono costretti temporaneamente sul territorio a causa del blocco della mobilità imposto dall'emergenza

Appello ai Comuni: nessuna discriminazione nell’erogazione degli aiuti per l’emergenza

Gli interventi straordinari devono essere rivolti a tutti coloro che ne hanno subito gli effetti, indipendentemente dalla nazionalità, dal titolo di soggiorno, dalla durata della permanenza precedente sul territorio.

Pubblicato il D.P.C.M che istituisce il Fondo di sostegno alla natalità

Con D.P.C.M del 8.6.2017, pubblicato il 12.9.2017, è stato istituito, in attuazione della legge di stabilità per il 2017, il Fondo di sostegno alla natalità a favore delle famiglie con uno o più figli nati o adottati a partire dal 1 gennaio 2017 con estensione fino al compimento del terzo anno di età del bambino.

Protocollo tra il Ministero dell’Interno e Confindustria sulla Carta blu: tempi più rapidi per il rilascio

In data 20 giugno 2016 è stato siglato un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno e Confindustria per velocizzare le procedure di rilascio della Carta Blu (Blue card) dell’Unione europea ai lavoratori stranieri altamente qualificati cittadini di Paesi terzi (Direttiva 2009/50/CE).

Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Turchia sulla previdenza sociale

Con una circolare l’INPS fornisce le prime istruzioni in materia di determinazione della legislazione applicabile/distacchi, di prestazioni pensionistiche, di disoccupazione, malattia e maternità.

Assegno di maternità a cittadina di Paese terzo: la sostanza conta più della forma!

Con sentenza del giorno 8 gennaio 2015, il Tribunale di Firenze ha riconosciuto il diritto all’assegno di maternità ex art. 74 D.lgs. 151/2001 ad una cittadina extracomunitaria, la cui figlia e il cui convivente more uxorio (e padre della minore) sono cittadini italiani, benché la richiedente fosse titolare solo del permesso di soggiorno biennale per motivi familiari e non della carta di soggiorno. Il giudice di merito chiarisce che il diritto alla prestazione assistenziale deriva dal particolare status soggettivo della ricorrente, ossia essere ascendente di una minore italiana. L’art. 23 del D.lgs n.30/2007, che attua la direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, prevede l’applicazione delle disposizioni in esso previsto, ove più favorevoli, anche ai familiari di cittadini italiani non aventi la cittadinanza italiana. Secondo l’interpretazione letterale dell’art. 23 D.lgs n. 30/2007 il trattamento dei familiari extracomunitari dei cittadini italiani deve essere equiparato a quello dei familiari dei cittadini comunitari con riguardo “a tutte le disposizioni del decreto legislativo, e non solo con riferimento alla materia del soggiorno e della circolazione dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari. Non è dubitabile che la materia cui attiene la prestazione richiesta rientri nel campo di applicazione del Trattato di cui all’art.19, comma 2 citato (essendo ricompresa nelle politiche sociali di cui all’art. 153 versione consolidata del Trattato TUE e TFUE).” Il Tribunale ribadisce, infine, che è ...

Legge di stabilità : il Bonus bebé solo ai cittadini stranieri lungosoggiornanti

Dal 1° gennaio 2015 è in vigore la Legge 23 dicembre 2014, n. 190 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità’ 2015)” che, all’art. 1, comma 125, prevede “Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, per ogni figlio nato o adottato tra il 1º gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 è riconosciuto un assegno di importo pari a 960 euro annui erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione”. L’assegno per i nuovi nati o adottati potrà essere richiesto, oltre che da cittadini italiani e comunitari, solo da cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. L’ASGI ricorda che tale norma è illegittima perché viola la parità di trattamento prevista dall’art. 12 della Direttiva 2011/98/UE del Parlamento e del Consiglio europeo per quanto riguarda (tra l’altro) le prestazioni di sicurezza sociale di cui al Regolamento CEE 883/2004, che, all’ art. 3, elenca espressamente le “prestazioni familiari” e le “prestazioni di maternità”. Il bonus bebé deve, dunque, essere garantito anche ai cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno che consente di lavorare in Italia, poiché essi beneficiano, in base alla Direttiva 2011/98/UE “dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato membro in cui soggiornano”.Inoltre esso va garantito anche ai  cittadini stranieri titolari dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria e ai  familiari di cittadini italiani e comunitari. S’invitano, pertanto, i cittadini stranieri in possesso di un permesso ...

Assegno per famiglie numerose: va chiesto entro il 31 gennaio e basta un permesso di soggiorno valido per lavoro

Entro il 31 gennaio 2015 il genitore  naturale e/o adottivo e/o preadottivo di almeno tre minori conviventi ed  iscritti nella sua stessa scheda anagrafica (stato di famiglia) puo’ presentare la richiesta per ottenere l’assegno per famiglie numerose presso il proprio Comune di residenza .

Assegno sociale per il 2015

L’INPS, con la circolare n.1 del  9 gennaio 2015, ha comunicato l’importo annuo dell’assegno sociale aggiornato al 2015.Il nuovo importo è  pari ad euro 5.830,63 (euro 448,51 mensili per 13 mensilità) . [toggle title=”Perché l’importo dell’assegno sociale è importante per il cittadino straniero in Italia?”] L’importo dell’assegno sociale è fondamentale per i cittadini stranieri perché  stabilisce i parametri di reddito minimi  previsti nelle richieste di ricongiungimento familiare o di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. In particolare si ricorda che : per la richiesta di ricongiungimento familiare il cittadino o la cittadina straniero/a  puo’ richiedere il nulla osta all’ingresso di uno o più familiari in base all’ art. 29 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, il  Testo Unico Immigrazione, se dimostra di avere un reddito, pari almeno all’importo annuo dell’assegno sociale aumentato della sua metà per ogni persona da ricongiungere(vedasi tabella); Il cittadino straniero che chiede il rilascio del permesso CE soggiornanti di lungo periodo,  ai sensi dell’art. 9 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, deve dimostrare un reddito pari all’importo dell’assegno sociale . [/toggle] [toggle title=” I requisiti minimi di reddito per chiedere il ricongiungimento familiare o il permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti nel 2015  “] 1 Richiedente : 5.830,63 annui Richiedente e 1 familiare : 8.745,94 € annui Richiedente 3 2 familiari – 11.661,26 € annui Più familiari aumento di € 2.915,31 per ogni familiare Richiedente e 2 o più minori di 14 anni – 11.661,26 € annui Richiedente ...

Assegno famiglie numerose: l’Inps condannata per discriminazione collettiva anche a Milano

Anche per la Corte d’Appello di Milano costituisce discriminazione collettiva il rifiuto dell’INPS di riconoscere l’assegno famiglie numerose ai lungosoggiornanti.

Bonus bebé: la legge di stabilità non discrimini i bambini stranieri

L’ASGI ha inviato al Governo e ai Parlamentari una lettera, chiedendo la modifica del Disegno di Legge di Stabilità nella parte in cui prevede l’attivazione del beneficio cd “Bonus Bebé” ai soli cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno per lungosoggiornanti.

Previdenza sociale dei lavoratori migranti, le conclusioni dell’avvocato della CGUE

Secondo le *conclusioni dell’avvocato generale Cruz Villalón nella causa C-268/13, uno Stato membro è obbligato ad autorizzare la prestazione di un servizio medico in un altro Stato dell’Unione quando l’impossibilità di prestarlo sul suo territorio dipenda da una carenza di carattere contingente e transitorio nei suoi centri ospedalieri.

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